Le celebrazioni del 70° anniversario dell’Eccidio di Montalto. L’intervento dell’oratore ufficiale Sen. Ugo Sposetti

“Grazie Caro Sindaco per l’invito molto gradito. – Queste le parole pronunciate dal Senatore Ugo Sposetti in occasione del suo intervento ufficiale in occasione del 70° anniversario dell’Eccidio di Montalto – Ho più volte partecipato alla vostra manifestazione di ricordo dell’Eccidio di Montalto, e di impegno morale e civile per il futuro dei giovani di questa città, di questa nostra Italia. E’ giusto ricordare. Ai giovani va spiegato cosa sono state le due guerre 1914/1918 e 1939/1945. Perché due conflitti mondiali si sono combattuti in Europa. E perché oggi lavoriamo per avere un’Europa sempre più forte, unita, democratica…” Sposetti ha poi proseguito con un excursus sulle fasi salienti della prima guerra mondiale, della guerra di Spagna, fino a giungere all’8 settembre, citando il filosofo Benedetto Croce che, “con un articolo sul New York Times del 28 novembre 1943, espose, per la prima volta, esplicitamente, la sua interpretazione del fascismo come “malattia morale”. Aprì una discussione nel campo antifascista con i rappresentanti del mondo cattolico e con la sinistra di formazione marxista. Ma quella discussione non impedì la costituzione dei Comitati di Liberazione Nazionale (i CLN), la formazione di raggruppamenti partigiani, di ufficiali dell’esercito che con i loro soldati andassero a rafforzare le fila dei distaccamenti partigiani e poi avanzare verso il nord. Le città vengono liberate dalle formazioni partigiane. Ma per arrivare al 25 aprile 1945 l’Italia vive tante tragedie. Tanti giovani muoiono. Tanti ragazzi vengono torturati nelle carceri. Belle le lettere ai familiari dei condannati, dei partigiani. Leggetele care ragazze, cari ragazzi. Leggete, studiate quelle pagine. Se oggi siamo qui con tanti problemi ma con tanti decenni di pace, lo dobbiamo a loro. La crescita, il progresso, una Costituzione, lo dobbiamo a loro”.

“Il marzo del 1944 – ha ricordato il Senatore Sposetti – è pieno di lutti: 15 marzo il bombardamento di Monte Cassino; 23 marzo Montalto; 24 marzo le Fosse Ardeatine (trucidate 335 persone). E tanti e tanti altri luoghi di morte. A distanza di 70 anni nell’animo di ogni donna e uomo che sia vissuto qui a Tolentino (o in tanti altri luoghi – S. Anna di Stazzema, sopra a Viareggio) resta impressa in modo indelebile un’esperienza tra le più tragiche vissute nella Seconda Guerra Mondiale. Un’esperienza di cui bisogna non stancarsi di trasmettere a tutti i cittadini delle generazioni più giovani la conoscenza e la lezione. Conoscenza e lezione. Le coscienze civili degli uomini così di formano. E il mondo intero ha bisogno di solide coscienze civili”.

“Sono cresciuto – ha rimarcato Sposetti – con l’immagine delle bare deposte in ordine nella Piazza Nicolò Maurizi”. Poi il Senatore si è rivolto ai giovani esortandoli a studiare gli articoli della Costituzione della Repubblica Italiana, ricordando che “nei primi 54 articoli c’è la nostra democrazia, il nostro senso civico. La politica – ha detto – deve immettere nella società una spinta morale capace di dare un senso a se stessa e ai cittadini”. Citando uno degli ultimi discorsi di Aldo Moro ha ricordato che “Questo Paese non si salverà se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”. Per questo Sposetti ha invitato tutti a “ricostruire un nuovo senso del dovere nella società italiana: nella politica, nella scuola, nella famiglia, nel lavoro, oggi è più urgente di ieri. Ho riflettuto in questi mesi parlando di politica, partiti, scandali, risorse distratte, “ che non ci siamo controllati”. Abbiamo dato formidabili argomenti all’antipolitica. Vanno recuperati valori, etica di comportamento. Rigenerazione morale vuol dire innanzitutto una nuova generazione di Homines novi che vuol dire restaurare un nesso, anche labile, tra l’attività politica ed il bene comune.

Vuol dire liberarsi e liberarci del populismo, del qualunquismo, della demagogia. L’Italia non può farcela senza una politica migliore”.

Sposetti ha poi concluso ricordando e citando anche Antonio Gramsci che scrive nei “Quaderni dal carcere” “L’indifferenza è il peso morto della storia. Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”.

“I ragazzi di Montalto – ha sottolineato il Senatore Ugo Sposetti – non conoscevano Antonio Gramsci, non avevano letto quanto lui avesse scritto in carcere (tra l’altro non erano noti i quaderni). Ma non rimasero indifferenti. Si ribellarono. Andarono a morire per noi. Si consegnarono alla patria, alla nostra Italia. La democrazia non è un peso. La democrazia è un valore, hanno ragione i giovani che hanno parlato poc’anzi. La Democrazia è una costruzione difficile”.

Questi importanti motivi di riflessione sono stati offerti ai tanti cittadini presenti in piazza della Libertà, domenica scorsa in occasione del 70° Anniversario dell’Eccidio di Montalto dall’oratore ufficiale Senatore Ugo Sposetti, originario di Tolentino ma vissuto nel viterbese che tra l’altro porta proprio il nome e cognome di uno zio caduto a Montalto.

Del resto tutte le iniziative organizzate e promosse per l’occasione dall’Amministrazione comunale e dalla locale sezione Anpi hanno visto la partecipazione convinta di tanti giovani, dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche, dei familiari delle vittime e ovviamente di tanti cittadini che, ogni anno, non vogliono mancare, a questo appuntamento che ormai non è solo rituale ma che coinvolge le coscienze di tutti intorno a un evento, entrato a pieno titolo nella storia cittadina. Del resto il Gonfalone della Città di Tolentino è decorato proprio da due medaglie di argento, sia al Valor Civile che Militare, conferite per l’Eccidio di Montalto e per il contributo dato per la Resistenza. Ospite graditissimo, come tutti gli anni, il superstite, ultimo rimasto in vita, Aroldo Ragaini, giunto dalla Francia, dove ora vive, che ha coinvolto e commosso tutti, specie i più giovani, con i suoi racconti di testimone diretto di tutte le vicende che hanno interessato i 27 giovani trucidati a Montalto. Molto partecipati anche la presentazione del libro di Chiara Donati “Un eccidio nazifascista nelle Marche. Montalto, 22 marzo 1944”.e il concerto del Coro Sibilla diretto dal Maestro Fabiano Pippa. 

Contenuto inserito il 27/03/2014

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Autore Ufficio Stampa

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