La cartografia satirica. L’europa alla vigilia della Grande Guerra

Il centenario della Prima Guerra Mondiale

27 luglio 1914: l’Austria dichiara guerra alla Serbia. Cento anni dopo, in occasione delle commemorazioni per il centenario della Prima Guerra Mondiale, Biumor e Comune di Tolentino, con il patrocinio della Presidenza del consiglio dei Ministri e del Ministero per i Beni, propongono una mostra di antica cartografia satirica d’Europa nel periodo tra la fine dell’Ottocento e la Grande Guerra. L’inaugurazione è fissata per venerdì 1 agosto alle ore 18 presso il Palazzo Parisani Bezzi, la chiusura è prevista invece per domenica 12 ottobre. Dopo Tolentino la mostra farà tappa a Bruxelles per il semestre UE di presidenza italiana.

Secondo il direttore artistico di Biumor, Evio Hermas Ercoli, questa mostra rappresenta la coerente conclusione della serie di conferenze e dibattiti sviluppati a partire dallo scorso marzo da BIUMOR a Tolentino e che ha visto, fra gli altri, ospite anche il filosofo Marcello Veneziani.

La cartografia umoristica e la rappresentazione del mondo

La mostra sulla cartografia satirica europea, allestita da Biumor a Palazzo Bezzi Parisani, vuole gettare le premesse per le celebrazioni del centenario della prima guerra mondiale che entreranno nel vivo a partire dal 1915, anno in cui il nostro Paese esce dalla neutralità e prede parte attiva alla Grande Guerra. In questa ottica le tre sezioni dell’esposizione presentano delle carte geo-politiche e delle tavole di riviste satiriche che mettono in evidenza, attraverso l’occhio divertito e divertente della satira, la condizione di conflittualità esistente fra gli Stati europei nel periodo immediatamente precedente allo scoppio del primo conflitto mondiale. Si tratta di documenti storici importanti anche se creati secondo un’ottica di parte, poiché ogni autore riproduce quegli stereotipi che caratterizzano soprattutto gli avversari, disegnando il mondo secondo il proprio punto di vista politico.

Il direttore artistico di Biumor, Evio Hermas Ercoli, nell’interrogarsi sulla natura del potere, sostiene che esso consiste nel “rappresentare il mondo come più ci aggrada”. Pertanto la stessa cartografia diventa “la storia delle nostre miserie. Dietro una innocua piantina si nasconde l’esercizio del discrimine e del falso; il potere di chi la disegna e di chi la ordina”, per cui queste carte satiriche sono “il prototipo dell’inganno di fin de siécle. Buoni e cattivi, astuti e stupidi si ammucchiano in un’Europa di stereotipi e convezioni prima di annegare con il Titanic della prima guerra mondiale”.

La satira e la diffusione della cultura pop

Le carte in mostra nel rinnovato Palazzo Parisani-Bezzi sono tutte risalenti al periodo che precede la Prima Guerra Mondiale a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, quando si diffonde in Europa la moda di creare delle carte geografiche per rappresentare gli Stati europei antropomorfizzati. Le illustrazioni raccontano in chiave umoristica le tensioni tra i Paesi europei prima del conflitto, attraverso quello strumento che è la satira grazie al quale è possibile spiegare la politica alle masse. Un’operazione molto ‘pop-filosofica’ per svelare l’attualità a tutti attraverso un’arte (la caricatura) considerata ‘cultura bassa’. La mostra e tutto il progetto Biumor ne esaltano invece la potenza comunicativa e anche il giusto rango di fenomeno artistico.

Tutte le carte esposte, oltre a essere delle opere d’arte, diventano degli importanti documenti storici, perché ci fanno capire come ogni popolo abbia sviluppato una particolare visione degli altri popoli. Le mappe sono tutte collegate alla politica internazionale europea e sono la rappresentazione di quegli stereotipi che appartengono alla cultura degli Stati nazionali, rendendo possibile una rapida e comprensibile distinzione tra paesi-amici e paesi-nemici. Ci troviamo pertanto di fronte a uno degli strumenti che contribuiscono alla nascita di una cultura di massa europea, poiché queste carte geografiche di tipo patriottico, che appaiono su quotidiani e riviste a larga divulgazione, entrano a far parte dell’immaginario collettivo di ogni nazione e finiscono con l’esercitare una loro particolare influenza sull’opinione pubblica delle classi socialmente più elevate e dei nuovi ceti medi.

Le tre sezioni della mostra e gli autori presenti. Bologna capitale della satira

Nella mostra curata da Alberto Pellegrino sono esposte carte geo-satiriche inglesi, francesi, italiane e germaniche a dimostrazione della diffusione internazionale di queste creazioni artistiche. Fra gli autori presenti in mostra, i più noti e importanti sono gli inglesi Lilian Lancaster, una delle prime artiste donna a cimentarsi  nella cartografia satirica e Fred W. Rose, che ha portato questo genere ai massimi livelli, producendo una serie di mappe satiriche tra il 1877 e il 1900; il bolognese Augusto Grossi (1835-1919), cui è stata dedicata un’intera sezione dell’esposizione; il francese Paul Hadol (1835-1875); il tedesco Walter Trier (1890-1951), che è l’ultimo dei grandi autori europei, attivo in Germania fino al 1936, quando è costretto a fuggire all’estero a causa delle persecuzioni naziste contro gli ebrei.

Fino al 12 ottobre

La mostra resterà aperta fino al 12 ottobre. Costo del biglietto: 3€ intero, 1,5€ ridotto per categorie aventi diritto, soci Coop e soci Touring club.

Sono previste anche numerose attività per le scuole, coordinate dall’ufficio Cultura del Comune di Tolentino.

L’esposizione dal titolo “Cartografia satirica europea tra Ottocento e Novecento alla vigilia della Grande Guerra” è resa possibile grazie alla preziosa raccolta di carte geografiche raccolte da Gianni Brandozzi, già curatore di mostre cartografiche per Palazzo Chigi.

Dopo Tolentino la mostra approderà a Bruxelles. Un’offerta assolutamente completa che afferma ancora di più Tolentino centro della satira e dell’umorismo in Italia

Contenuto inserito il 06/08/2014

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Autore Ufficio Stampa

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