Comunicati Stampa

Intitolazione vie

Tra i compiti primari del Comune rientra quello di provvedere alla viabilità pubblica e, di conseguenza, alla toponomastica stradale.

Nell’attività dell’assessorato alla partecipazione sono state rilevate delle esigenze manifestate dai gruppi consiliari, quartieri e contrade in merito ad interventi sulle zone di loro pertinenza.

Alcune delle richieste rilevate sono relative a denominazioni di aree di circolazione che attualmente non hanno un proprio nome, soprattutto a fini di sicurezza (tali zone, non avendo nomi propri, sono difficilmente individuabili da parte delle forze di polizia o dei pubblici soccorsi) e di reperibilità di chi vi abitano ha sede per una serie di altri servizi.

Considerato che in diverse occasioni pubbliche l’Amministrazione si era impegnata a nominare aree di circolazioni ad appartenenti alle forze dell’ordine vittime della mafia e

la necessità di provvedere all’intitolazione di aree di circolazione site in Contrada Pace, il Sindaco e la Giunta hanno deliberato di denominare la zona di circolazione ricadente in Contrada Pace.

Antonino Cassarà, detto Ninni, nacque il 7 maggio 1947 a Palermo. Fu Commissario della Polizia di Stato dapprima nella questura di Reggio Calabria e poi a Trapani, dove ebbe modo di conoscere Giovanni Falcone. Venne poi trasferito alla Questura di Palermo come vice questore aggiunto e vice dirigente della squadra mobile, impegnandosi con determinazione nel contrasto alla criminalità organizzata. Lavorò a lungo con il commissario Giuseppe Montana, partecipando alla nota operazione “Pizza Connection”, in collaborazione con forze di polizia degli Stati Uniti.

Cassarà fu uno stretto collaboratore di Giovanni Falcone e del “pool antimafia” della procura di Palermo: alle sue indagini si deve infatti il “Rapporto dei 162” che svelò, per la prima volta, l’organigramma di tutta “Cosa nostra” e permise di gettare le basi per l’istruzione del maxiprocesso. Il 6 agosto 1985, mentre rientrava nella sua casa a viale della Croce Rossa a Palermo, un gruppo di uomini armati sparò sull’Alfetta che trasportava il funzionario e i tre agenti che lo scortavano Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia restarono uccisi nel conflitto a fuoco. Era sposato e padre di tre figli. Il 17 febbraio 1995 la terza sezione della Corte d’Assise di Palermo ha condannato all’ergastolo cinque componenti della cupola mafiosa (Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Bernardo Brusca e Francesco Madonia) come mandanti del delitto.

Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta componevano la scorta del giudice istruttore Rocco Chinnici. Il 29 luglio 1983 una macchina imbottita di tritolo posta da Cosa Nostra davanti l’abitazione del magistrato esplose uccidendoli tutti e tre. Dopo un lungo e tortuoso iter giudiziario, per quella strage sono stati condannati definitivamente all’ergastolo 13 boss, tra i quali Salvatore Riina e Bernardo Provenzano.

Mario Trapassi (Palermo, 8 dicembre 1950 – 29 luglio 1983). Maresciallo Ordinario dell’Arma dei Carabinieri. Venne arruolato nell’Arma dei Carabinieri quale Allievo Carabiniere a piedi ed ammesso a frequentare il corso d’istruzione presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma. In data 22 settembre 1970 venne ammesso alla frequenza del 23° corso Allievi Sottufficiali dei Carabinieri. Terminato il ciclo d’istruzione venne destinato alla Legione Carabinieri di Torino dove il successivo 16 aprile, fu promosso al grado di Vicebrigadiere e destinato alla Sezione Carabinieri Torino Po. Presso questo Comando prestò servizio fino al 4 maggio 1978, data sotto la quale venne destinato alla Legione Carabinieri di Palermo. Nel frattempo aveva ottenuto la promozione al grado di Brigadiere in data 16 aprile 1974. In data 22 luglio 1978 fu assegnato alla Compagnia Carabinieri di Termini Imerese (PA), dove vi prestò servizio fino al tragico 29 luglio 1983. Aveva lavorato presso le Legioni di Torino e di Termini Imprese, nel 1980 iniziò il servizio di scorta ai magistrati del Tribunale di Palermo, che continuò a svolgere anche dopo la promozione a maresciallo ordinario nel 1981, fino al giorno del tragico attentato in cui perse la vita insieme a Rocco Chinnici, all’appuntato Salvatore Bartolotta ed al portiere dello stabile Stefano Li Sacchi. È stato insignito di medaglia d’oro al valor civile alla memoria.

Salvatore Bartolotta (Castrofilippo 3 marzo 1935 – 29 luglio 1983) Appuntato dei Carabinieri.

Si arruolò nell’Arma dei Carabinieri e dopo un breve iter che lo portò a svolgere il suo servizio nelle città di Caltanissetta e Cefalù, venne assegnato definitivamente al Nucleo Investigativo presso la Caserma Carini di Palermo. Nel 1971 iniziò il servizio di scorta a Rocco Chinnici, allora giovane giudice dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo. Tra i due nacque anche un rapporto di amicizia profonda che durò anche dopo la cessazione delle esigenze di protezione del giudice. Alla fine degli anni settanta fu assegnato di nuovo come Agente di Tutela a Rocco Chinnici, fino alla tragica morte per attentato il 29 luglio 1983. A lui erano stati conferiti due encomi solenni: il primo, nel 1958 dopo un conflitto a fuoco e una colluttazione con un delinquente “di grossa taglia”; il secondo encomio, nel 1967, gli fu conferito dal Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa dopo essersi distinto nelle indagini che portarono all’identificazione e all’arresto dei due autori di un efferato omicidio. All’appuntato Bartolotta venne riconosciuta la medaglia d’oro al valore civile.

Pertanto la Giunta ha deliberato di intitolare a: “Viale Antonino Cassara’”: area di circolazione con inizio dall’intersezione tra il  Viadotto Enrico Berlinguer e Via Giorgio La Pira e fine nella rotonda all’incrocio di Via della Solidarietà e Viale della Concordia ridefinendo Viale della Concordia come l’area di circolazione che inizia dalla fine di Viale Antonino Cassarà fino alla rotonda che interseca Viale della Fraternità;

di denominare la zona di circolazione ricadente in Contrada Pace, individuata nell’allegata planimetria con il colore rosa, che fa parte integrante e sostanziale del presente atto:

“Largo Mar. Ord. Mario Trapassi e App. Salvatore Bartolotta”: area di circolazione compresa tra la rotonda in cui si incrociano Viale Antonino Cassarà, Via della Solidarietà, Viale della Concordia e adiacente a Largo ‘815;

La Giunta ha deliberato di provvedere alla trasmissione della presente deliberazione alla Prefettura di Macerata, Ufficio Territoriale del Governo, per richiedere l’autorizzazione all’intitolazione dell’area.

Informazioni

Data di pubblicazione06/08/2018
AutoreUfficio Stampa
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