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Illustrato il progetto di riconversione dell’edificio di contrada Rancia dove verranno realizzati 46 nuovi appartamenti per le famiglie che hanno perso la casa a seguito del sisma

Il Politeama ha ospitato una iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale per la presentazione del progetto definitivo di riconversione dello stabile di contrada Rancia che è stato acquistato per alloggiare, dopo i lavori, le famiglie che hanno perso la propria abitazione a causa del terremoto.

Alla presentazione hanno partecipato il Sindaco Giuseppe Pezzanesi, l’Assessore alla Protezione Civile della Regione Marche Angelo Sciapichetti, il responsabile ERAP Marche Presidio di Ancona Maurizio Ubinati, il capo progettista di BioCasa Service srl, società in house di Erap Marche, Presidio di Ancona Livia Scarpellini e la responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Tolentino Barbara Capecci.

Quello presentato è un progetto di edilizia sostenibile e compatibile di alta qualità che consente di trasformare un manufatto destinato ad usi artigianali o/e industriali, in un moderno complesso abitativo, dal design accattivante ed estremamente moderno. Un’area complessiva di quasi 15 mila metri quadri su cui sorgeranno 46 appartamenti, aree comuni, parcheggi, zone verdi, un asilo nido e impianti sportivi. Un progetto che consentirà in una prima fase di ospitare le famiglie attualmente senza alloggio e terminata la fase emergenziale post sisma, di accogliere famiglie a basso reddito in case cosiddette “popolari”.

Su due piani saranno ricavati appartamenti di varie metrature: 8 bilocali da 42 metri quadri, 30 appartamenti con metrature comprese tra i 65 e 73 metri quadri e 8 appartamenti di 92 metri quadri con tre camere, doppi servizi, capaci di ospitare fino a sei persone.

Si accederà attraverso una corte interna, con due ascensori che consentono il completo abbattimento delle barriere architettoniche, su cui si affacciano, a piano terra, anche locali comuni destinati ad ospitare iniziative di aggregazione sociale. Molto curata l’illuminazione. In una struttura ovviamente antisismica, molta attenzione è stata dedicata alla scelta e all’impiego di materiali che consentono di avere una classe energetica A4 con una impiantistica innovativa.

Il sito stesso e l’azione di riconversione, a seguito degli eventi sismici del 2016 che hanno costretto numerosi cittadini a lasciare le proprie abitazioni, sono stati individuati dal Sindaco Pezzanesi e dall’Amministrazione Comunale di Tolentino, come intelligente soluzione abitativa di emergenza per gli sfollati, alternativa alle S.A.E., principalmente al fine di non consumare nuovo suolo e  per offrire abitazioni tradizionali, permanenti e dal carattere non «temporaneo».

L’area si sviluppa in forma rettangolare oblunga per una superficie di ca  mq 14,918,00, con un edificio realizzato con sistemi prefabbricati in cemento armato fino alla struttura e tamponamenti. L’edificio di forma parallelepipeda, si sviluppa per n. 2 piani con copertura piana, sviluppando una SUL di mq 6,164,00. L’area è inoltre già servita dalle principali linee fognarie.

L’intervento interesserà il rimodellamento dell’edificio esistente e la sistemazione di spazi pertinenziali per una porzione di superficie pari a ca mq 10.444,00. La restante superficie è destinata alla successiva realizzazione di strutture scolastiche e sportive.

Un propedeutico Studio di fattibilità ha validato la sostenibilità ambientale e sociale dell’intervento di riconversione della struttura esistente in insediamento, delineando uno schema insediativo di edificio «a Corte», ottenuto svuotando la campata centrale, per 46 unità abitative, servite da spazi pertinenziali, da organizzare in verde attrezzato e a parcheggio, che per la sua consistenza e vicinanza al Castello, fonte di attività culturali e ricreative e comunque ad una area fortemente urbanizzata, anche se non residenziale, ne consegue un organismo fortemente integrato nell’ambiente e non isolato.

Il Progetto Definitivo, redatto da E.R.A.P. Marche – presidio di Ancona, parte dal suddetto Studio di Fattibilità confermandone i presupposti principali delineati e condivisi dalla Amministrazione Comunale, ma proponendo un rimodellamento dell’edificio con soluzioni architettoniche e di efficientamento energetico diversi.

Con lo svuotamento della campata strutturale centrale le 46 unità abitative saranno organizzate lungo l’anello volumetrico rimanente, in modo da essere bi-affaccio rispetto alle pertinenze e al paesaggio esterni e a una corte interna condominiale, con funzione di illuminazione, distribuzione e socializzazione. Gli alloggi sono organizzati in 7 tipologie con superfici da mq. 42,00 a 92,00.  Le aree pertinenziali saranno organizzate in piccola parte in corti esclusive annesse agli alloggi del piano terra e in gran parte in verde attrezzato e parcheggi.

Il progetto di Riconversione / Rigenerazione Urbana della struttura artigianale esistente proposto si configura, non come un riadattamento della volumetria per un uso diverso da quello per il quale era stato concepito, ma come una serie integrata di azioni finalizzate alla creazione di un organismo edilizio  per il quale l’organizzazione delle unità abitative, i caratteri architettonici e costruttivi specifici (stratigrafie involucro esterno), l’articolazione degli spazi pertinenziali sono stati pensati secondo criteri atti a perseguire i seguenti obiettivi:

edilizia sostenibile; adeguamento strutturale; architettura residenziale e mix funzionale,

introspezione, livelli di individualità e socialità.

Per tali propositi con il progetto si interviene rimodellando inevitabilmente il manufatto edilizio

La corte interna diventa dispositivo necessario funzionale alla distribuzione degli alloggi  e alla  illuminazione e areazione. In prossimità delle torri sono stati predisposti  due  locali per attività collettive.

Le unità abitative sono prevalentemente organizzate in modo da essere tutte bi-affaccio con lunghezza pari allo spessore dell’anello, divisa in due parti, di cui una  metà  interessata dal sistema Ingresso-Soggiorno e l’altra metà organizzata nelle camere da letto e servizi.

Le unità non hanno mai un affaccio diretto esterno, ma sempre filtrato  dalle logge e patio «bio-climatici» opportunamente schermati  negli esterni  e dalle logge a patio aperti  nella corte interna, che connotano fortemente  i prospetti.

Riguardo a materiali e sistemi costruttivi impiegati nell’involucro murario esterno, solai e partizioni interne delle unità, vengono impiegati sistemi a secco, più economici e rapidi nella posa, ma altrettanto efficienti.

Gli accessi alla corte avvengono attraverso le torri  contenenti in sistema androni-scale. Nelle torri, in quanto attraversamenti verticali, sono ricavati anche cavedi e locali tecnici per impianti.

Gli accessi delle unità  ai piani superiori avvengono attraverso delle passarelle con struttura in acciaio, che ricalcano l’andamento dei percorsi.

Partendo dal confine lungo nord si sviluppa la strada interna, che parte dalla Statale, con l’adiacente striscia di posti parcheggio, che porta all’estremo est ad una area parcheggio mentre all’estremo ovest (lato ferrovia) ad una zona di futura edificazione (asilo e strutture sportive). A seguire si sviluppano le aree verdi tematiche (parco, piazza, pergolato), fino alle piccole corti esclusive di cui sono dotati tutti gli alloggi del piano terra.

Le pertinenze cosi organizzate insieme alla corte interna costituiscono un sistema integrato di spazi di socializzazione e di svago, ma soprattutto di mitigazione ambientale, fra le unità e l’ambiente circostante.

La sistemazione dell’insediamento è prevista in modo da conseguire l’accessibilità di tutti gli spazi esterni agli edifici, da parte di persone con ridotte o impedite capacità motorie e sensoriali,  a partire dalle percorrenze  dalla viabilità pubblica alle interne di collegamento fra spazi di relazione (giardini), nonché la fruibilità dei servizi complementari previsti quali parcheggi e zone di sosta.

E’ garantita inoltre l’accessibilità dell’edificio nelle parti comuni sia verticali (vani scale) che orizzontali (vani di ingresso, corridoi, ballatoi).

9 alloggi soddisfano il requisito di accessibilità completa, corrispondente ad almeno il 5% degli alloggi previsti, mentre gli altri risultano visitabili (accessibilità degli ambienti di relazione,  il servizio igienico i relativi percorsi di connessione e le porte).

Il progetto persegue criteri di edilizia sostenibile, in termini di: sviluppo sostenibile e compatibilità ambientale; efficienza energetica, atta a minimizzare i consumi di energia.

Tale criterio lo si raggiunge attraverso i seguenti obiettivi:  contenimento del consumo di suolo

design architettonico che si integra ed interagisce con l’ambiente e contenimento del consumo di suolo.

Infatti, come detto, l’Amministrazione Comunale per soddisfare la necessità di alloggi a seguito del Sisma 2016, ha volutamente cercato una soluzione alternativa alle S.A.E. riutilizzando e trasformando un sito già urbanizzato, in un’ottica di sostenibilità ambientale.

L’insediamento proposto tenta di porsi come equilibrio, avendo dimensioni tali da non sovrastare l’ambiente circostante, nè apportare consistenti carichi insediativi e veicolari.

L’edificio è stato pensato partendo dall’esistente “volume principale” di forma compatta, articolandolo con elementi aggettanti che insieme alle tipologie di aperture ne fanno un organismo edilizio strutturato ed integrato di componenti che interagiscono con fattori climatici e dinamiche ambientali esterne.

Gli ambienti giorno si aprono con ampie vetrate filtrate da balconi, una sorta di patio bio-climatico al piano terra e loggia bio-climatiche al primo piano, che opportunamente aggettanti e schermate talvolta con pannelli frangisole, oltre a connotare fortemente i prospetti e a costituire una extension degli spazi abitativi, sono soprattutto un dispositivo di regolazione solare. Gli ambienti di servizio e le camere, affacciati nella corte interna hanno aperture più piccole, in modo che la massa muraria risponda bene sia in termini di isolamento invernale che di sfasamento estivo.

Anche le pertinenze organizzate a fasce funzionali, come precedentemente descritte, costituiscono un sistema integrato di spazi di socializzazione e di svago, ma soprattutto di mitigazione ambientale, fra le unità e l’ambiente circostante. Dalla viabilità sia esterna che interna, le fasce verdi tendono a mediare, proteggere il costruito e al tempo stesso collegarlo all’ambiente circostante attraverso un fluttuare di percorsi che connettono le varie aree.

Dalla strada interna si dipartono in asse e fino alle torri –scale due percorsi-piazze connotati da aiole piantumate e aree sosta per le bici, intersecate dal un percorso trasversale che portando da un luogo ad un altro si apre in pergolati.

Attraverso la torre – androne –scale si penetra nella corte interna, organizzata in giardino e percorsi, e di accesso alle abitazioni. I percorsi della corte sia a terra che sospesi (passerelle del primo piano) ripetono l’andamento «a linea Spezzata», efficace al raggiungimento degli ingressi previo allontanamento dagli affacci delle unità.

Anche la piantumazione di alberi persegue obiettivi climatici. Le essenze, di tipo locale, saranno ad alto fusto caducifoglie nei filari lungo i lati Sud ed Ovest (in modo da favorire l’irraggiamento invernale) mentre nel parco a Nord saranno sempreverdi (in modo da permettere la protezione dai venti invernali).

La efficienza energetica dell’edificio è ottenuta attraverso:

solarizzazione passiva, orientamento, caratteristiche costruttive dell’involucro esterno, sistemi impiantistici evoluti, sistemi tecnologici a fonti energetiche rinnovabili, solarizzazione passiva e caratteristiche costruttive dell’involucro esterno.

L’edificio si rapporta all’ambiente attraverso l’involucro esterno, vera superficie di delimitazione, controllo, protezione e di espressione del linguaggio architettonico attraverso l’uso di determinate finiture ed articolazione delle aperture.

L’involucro di questo progetto si configura come un insieme strutturato ed integrato di componenti, materiali, logge solari, schermature, che interagiscono con fattori climatici e le dinamiche ambientali esterne (radiazioni, pioggia, rumori).

Tutte le unità abitative risultano in Classe Energetica A4.

Nelle scelte progettuali sono stati considerati i seguenti fattori:

semplicità di funzionamento per ottenere una notevole affidabilità del sistema e dei suoi componenti;

massima standardizzazione dei componenti per avere la garanzia di una futura facile reperibilità sia in caso di modifiche che di sostituzione in fase manutentiva o per invecchiamento;

frazionabilità di ogni sezione del sistema per ottenere una gestione flessibile, economica e di facile controllo;

adattabilità degli impianti alle strutture dell’edificio, soprattutto nell’ottica di garantire una facile accessibilità durante le operazioni di manutenzione e controllo;

sicurezza degli impianti nei confronti degli utenti e delle condizioni di utilizzo.

Le soluzioni proposte impiantistiche, nel rispetto della normativa e legislazione vigente, sono caratterizzate dall’affidabilità, dalla economicità di gestione e dal contenimento dei consumi energetici.

Al fine di minimizzare la formazione di campi elettromagnetici gli impianti elettrici interni alle unità abitative saranno realizzati “a stella”, evitando la formazione di spire, e dotati di disgiuntore elettrico per interrompere l’afflusso di corrente nelle camere nel periodo notturno.

L’impianto fotovoltaico, di tipo centralizzato per ogni condominio e composto da 92 moduli di tipo policristallino (scala A e scala B), ed ha potenza complessiva pari a 23 kWp.

Alloggiato sulla copertura lungo il lato di esposizione sud, è utilizzato per usi condominiali quali ascensore, illuminazione di scale, illuminazione spazi pertinenziali, ma soprattutto congiunto al sistema pompa di calore centralizzata per l’apporto termico invernale delle unità abitative.

Il complesso residenziale è stata organizzato in modo che per le unità, soprattutto nella porzione prospiciente a corte  fosse al massimo limitata la introspezione dall’esterno, garantendo la privacy dei residenti. Le aree a giardino interne saranno piantumate con fitti cespugli e ridosso dei prospetti  finestrati in modo da limitare l’avvicinamento di persone e animali.

Tutti gli spazi pertinenziali hanno carattere semi-collettivo e collettivo in modo da garantire sia ambiti  individuali di relax, sia ambiti collettivi di socializzazione.

Informazioni

Data di pubblicazione03/03/2018
AutoreUfficio Stampa
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