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Venerdì 25 maggio, alle ore 17, alla sala Mari di Palazzo Sangallo verrà presentato il libro, inserito nella collana “Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche”, la “Città Industre”, industria, lavoro e questione sociale a Tolentino tra fine Ottocento e prima metà del Novecento di Franco Biancofiore.

Intervengono Antonio Mastrovincenzo Presidente del Consiglio Regionale delle Marche, Giuseppe Pezzanesi Sindaco di Tolentino, Alessia Pupo Assessore alla Cultura del Comune di Tolentino, lo storico Enzo Calcaterra e l’autore Franco Biancofiore.

Coordina la Direttrice della Biblioteca Filelfica Laura Mocchegiani.

Ai partecipanti sarà consegnata in omaggio una copia del libro.

Tra i «Quaderni del Consiglio regionale delle Marche» – scrive Silvio Minnetti – è stato recentemente pubblicato il libro di  Franco Biancofiore La «città industre»: industria, lavoro e questione sociale a Tolentino tra fine Ottocento e prima metà del Novecento. È un riconoscimento al nostro studioso che ha compiuto un lavoro silenzioso quanto proficuo di competente e appassionata ricerca presso archivi, biblioteche e raccolte documentali. Al centro dell’excursus, attraverso decenni decisivi della storia nazionale, troviamo Tolentino con la sua storia sociale ed economica. Una storia che si dipana tra “solidarietà” e “fraternità”, e – come afferma l’Autore – «fatta dagli uomini, cioè dall’uomo, in senso complessivo e comunitario, che vive, lavora, lotta e paga di persona per l’emancipazione della sua umanità».

In tal modo emergono affinità con vicende regionali, nazionali e sovranazionali. Il volume (di oltre 500 pp.), formato da 20 capitoli e da un’ampia appendice documentaria, contiene anche 200 foto d’epoca, variamente inserite alla fine di ogni capitolo, raffiguranti luoghi e documenti, accompagnate da utili didascalie ragionate. Lo storico Enzo Calcaterra, nella sua lucida prefazione, parte integrante e sostanziale di tutto il lavoro – da lui seguito con grande competenza e raffinata passione di irriducibile studioso – così scrive: «La ricostruzione dei fatti, circoscritta storicamente e storiograficamente come “Storia fatta di storie”, deve restare nella memoria “non con richiami nostalgici, ma come luce per il presente”, come afferma l’Autore che enuncia in ogni pagina una precisa dichiarazione di intenti. [….] Il dato che tiene legato tutto questo è la “persona umana”, non intesa come astrazione bensì come soggetto che costituisce il riferimento per eccellenza senza il quale nessuna storia che voglia definirsi tale può avere respiro, energia, credibilità».

Antonio Mastrovincenzo, presidente del Consiglio regionale, così afferma nella sua presentazione del volume: «Per limitarci all’ambito regionale, possiamo dire che alcune caratteristiche come lo spirito d’impresa, la vivacità sociale e politica, l’attenzione al progresso, la tendenza a superare forme inadeguate di provincialismo mentale, culturale, economico, fanno di Tolentino un caso che supera i limiti comunali per inserirsi in una prospettiva più vasta e articolata. Nella sua specificità di «città industre», questo centro finisce per rappresentare al meglio l’anima più progressista della nostra regione, quella parte più aperta e sensibile ai grandi passaggi della storia italiana ed europea».

Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino sottolinea che «la forza [di questa città] neo industriale si deve alla lungimiranza di quegli uomini, grandi artigiani e politici del tempo, che hanno capito le potenzialità di un territorio geograficamente fortunato e di un popolo estremamente orgoglioso e laborioso che ha saputo fare la differenza anche nei momenti più difficili della storia».

La bella narrazione di Franco Biancofiore ci svela, come ha scritto l’assessore Angelo Sciapichetti, «la fatica [sociale] di uno sviluppo che ha attraversato guerre napoleoniche e mondiali, fascismi e lotte di classe, emancipazioni sociali e femminili». È una linfa vitale, utile anche per l’oggi, specie dopo il sisma del 2016, per comprendere come i nostri predecessori «ce la fecero» in situazioni drammatiche. Determinante, possiamo notare noi come espressione del terzo settore, è stato sempre il supporto delle Associazioni e dei Movimenti civici nell’affrontare la difficile questione sociale, nel costruire una comunità accogliente e solidale. Emerge un’umanità viva, operosa, radicata nella storia con la consapevolezza di esserne protagonista.

In questo libro emerge l’anima sociale dell’Autore. Egli evidenzia nel corso dei decenni il progredire di un’economia civile che ha sempre legato insieme la sfera della produzione con quella della distribuzione e della società. A tal riguardo, ancora lo storico Enzo Calcaterra evidenzia che «possiamo aggiungere che il tratto più evidente e ricorrente è dato dal parallelismo tra l’evoluzione sociale, economica e politica della città e quella della società civile contemporanea. Ambedue trovano una sorprendente affinità nel basarsi sulla cultura del lavoro, del progresso, della cooperazione, della solidarietà fraterna, quest’ultima non astratta, bensì prodotto di concrete azioni e premessa per duraturi risultati».

Informazioni

Data di pubblicazione17/05/2018
AutoreUfficio Stampa
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